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L’accoglienza alla scuola dell’infanzia: facciamo scorta di baci?
Don Carlo San Martino - RIGOLA

L’accoglienza alla scuola dell’infanzia: facciamo scorta di baci?

Con il mese di novembre si chiude il periodo dell’ambientamento, tanto amato quanto tanto temuto: un momento in cui i più piccoli fanno il loro ingresso in una comunità, accanto ad altri bambini della loro età. Un momento in cui si esce dal nido famigliare e dall’area sicura che le mura domestiche rappresentano, per aprire le porte a un mondo nuovo, fatto di scoperte, nuove sensazioni, emozioni, confronti, sfide, vittorie e anche sconfitte.

Un nuovo inizio genera sempre un po’ di paura e qualche preoccupazione nei bambini e nei loro genitori.

La ragione sta nel distacco, e nei contrasti di emozioni che questo comporta. Si lascia un territorio conosciuto per entrare in uno nuovo, che entusiasma e spaventa allo stesso tempo.

Ecco perché ogni anno lo staff della sezione primavera e della scuola dell’infanzia della nostra scuola cercano di rendere questo periodo delicato piacevole, semplice, rilassato.

Come? Con un approccio giocoso e un pò fiabesco, che infonde magia e serenità negli animi.

Quest’anno abbiamo deciso di partire da un libro per accompagnare i bambini nel percorso dell’accoglienza. “Zeb e la scorta di baci” è il titolo della lettura che ha fatto da protagonista nei due mesi di inserimento.

Zeb parte per il campo estivo. Vuole dimostrare a tutti di essere grande ma sa che gli mancheranno i baci di mamma e papà. «Non ti preoccupare, sappiamo come fare» gli dicono i genitori. E così preparano un’abbondante scorta di baci. A Zeb, quando si sentirà triste, basterà aprire la scatola e prendere un fogliettino con i baci di mamma e papà. La scorta di baci si rivela subito una bellissima idea: non solo consolerà il piccolo Zeb ma anche molti fra i suoi compagni di viaggio.

 

Quale migliore spunto per dare coraggio ai bambini nel loro primo passo verso l’autonomia, facendogli sempre e comunque sentire la presenza di mamma e papà anche nei momenti più difficili e tristi?

Abbiamo letto il libro tutti insieme, educatrici, bambini e genitori e, in seguito, ogni bambino con la propria mamma o il proprio papà ha preparato la propria scatola dei baci.

Al suo interno? Tanti, tantissimi baci!

Il segreto? Aprire la scatoletta e prendere un bacio di mamma e papà quando se ne sente il bisogno. Sono triste perché vorrei mamma accanto a me per fare la nanna, per fare pipì, al momento del pranzo? La mamma fisicamente ora non è qui, ma ci sono i suoi baci: prendine uno, ti darà la forza, il coraggio e la serenità per affrontare con autonomia i momenti di cambiamento e le nuove routine che stai imparando a conoscere!

Scatola di baci, ma non solo: abbiamo poi creato un grande cartellone, sul quale abbiamo attaccato i messaggi che mamma e papà hanno lasciato al loro bambino: un altro strumento di rassicurazione, da utilizzare nei momenti tristi.

Il risultato? Bambini più sicuri e più sereni, bambini che nel momento di difficoltà aprivano la loro scatoletta e “raccoglievano” un bacio di mamma e papà, conservandolo con cura nella tasca del loro grembiule.

Un gesto semplice, ma intriso di tenerezza e di amore, che ha aiutato moltissimo i più piccoli in questa fase di grande cambiamento e gli ha fatto sentire viva la presenza dei genitori, dando loro ancora più coraggio per affrontare le nuove entusiasmanti sfide che la scuola gli proporrà!

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