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EduChiamo alla legalità – Genitori e ragazzi più sicuri in rete

EduChiamo alla legalità – Genitori e ragazzi più sicuri in rete

Scuola Don Carlo San Martino Montano Lucino

L’educazione alla legalità rende gli studenti e le studentesse protagonisti e capaci di esercitare i propri diritti-doveri di cittadinanza, che si esplicano nel rispetto delle regole e nella partecipazione alla vita civile, sociale, politica ed economica.

Educare alla cultura delle regole e al senso di appartenenza alla Comunità è tra i compiti affidati alla Scuola; il senso di legalità sviluppa infatti nei ragazzi un’etica della responsabilità e pone le basi per l’esercizio della cittadinanza attiva, uno strumento efficace contro microdelinquenza e bullismo nelle sue diverse forme.

Proprio in quest’ottica la nostra scuola ha strutturato e sviluppato il progetto “EduChiamo alla legalità – genitori e ragazzi più sicuri in rete” un progetto in collaborazione con la Polizia di Stato, che ha visto come tema centrale il bullismo e il cyberbullismo.

Un incontro a scuola per le classi prima e seconda di secondaria, in data martedì 31 ottobre, per due ore di discussione con il Commissario Davide Seveso e vice ispettore Carlo Piatti, seguito da 2.5 ore di formazione con genitori e insegnanti, venerdì 3 novembre.

Prima dell’incontro, in classe è stato introdotto il tema attraverso la lettura della testimonianza di una vittima di bullismo, tratta dal volume “#cuoriconnessi” a cura della Polizia di Stato; a seguire c’è stata una  discussione e una riflessione sulle pre-conoscenze ed eventuali esperienze.

Durante l’incontro moltissima è stata la curiosità manifestata dai ragazzi.
Sono state apprese informazioni nuove e inaspettate: i ragazzi hanno scoperto per esempio che non si può cancellare definitivamente un dato dal proprio cellulare o dalla rete (è sempre recuperabile con gli opportuni mezzi); o ancora, che quando si pubblica qualcosa se ne perde la proprietà e questo contenuto essere utilizzato e condiviso da chiunque senza poterne più rivendicare la privacy; che tutto ciò che inviamo anche tramite messaggio privato è impugnabile, cosi come tutto ciò che inviamo anche tramite messaggio privato è in realtà in possesso e “visibile” anche dalla società che si occupa della trasmissione del messaggio; alcune parole, frasi, atteggiamenti costituiscono veri e propri reati, anche se si è minorenni…
Grande commozione inoltre per i video-testimonianza di chi ha subìto bullismo o dei genitori che hanno perso i figli, suicidi a causa della pressione, delle violenze, della vergogna.
Uno dei messaggi più importanti che è emerso durante l’incontro è senza dubbio “chiedete aiuto”: Ragazzi e ragazze, rivolgetevi sempre ad un adulto (genitore, insegnante, direttamente la Polizia…) che vi possa aiutare.

Anche l’incontro con genitori è stato molto stimolante. Si è trattato il tema del delicato compito genitoriale circa la sorveglianza sull’utilizzo dei social e la necessità di fare scelte consapevoli quando si fornisce ad un figlio la possibilità di accedere alla rete. I genitori hanno partecipato con grande interesse, coinvolgimento, spesso commozione.

Il progetto è stato un successo, ha aperto gli occhi dei ragazzi, li ha portati a riflettere e a porre attenzione a un tema tanto sensibile quanto presente ai giorni d’oggi. Il nostro obiettivo adesso?
Che ognuno possa tradurre in fatti, azioni e comportamenti ciò che ha appreso durante gli incontri.

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