Un incontro di riflessione sull’impatto dell’uso precoce delle tecnologie digitali sullo sviluppo dei bambini, tra ricerca scientifica ed esperienza espressiva teatrale. Un’occasione per interrogarsi sul ruolo degli adulti e sull’importanza di un’educazione digitale consapevole.
Per i bambini nati nel pieno dell’era digitale i dispositivi elettronici sono oramai i giocattoli prediletti. Secondo recenti statistiche, nel loro tempo libero, i bambini trascorrono circa due ore e mezzo al giorno con smartphone, tablet, cellulari, piuttosto che giocare all’aria aperta. Tutto questo tempo incollati agli schermi, soprattutto nella prima infanzia che costituisce una fase di elevata plasticità cerebrale, è eccessivo? O invece ci potrebbero essere dei benefici per lo sviluppo del bambino? La ricerca scientifica non fornisce ancora risultati univoci, anche se sempre più frequentemente gli studi ci riportano nuove scoperte sull’ab/uso dei dispositivi (smartphone, tablet, cellulari) nei primi anni di vita.
Sebbene non abbiamo ancora risposte definitive è indubbio che le abitudini dei nativi digitali ci pongono di fronte a nuovi scenari. Recenti ricerche documentano ad esempio come l’esposizione precoce e prolungata, senza la mediazione dell’adulto, genera modificazioni cerebrali, delle competenze linguistiche, dell’attenzione e dello sviluppo socio-relazionale.
Attraverso un connubio di linguaggi, quello espressivo teatrale e quello della conoscenza scientifica, l’obiettivo delle serate è stimolare una riflessione sull’impatto che l’uso precoce delle nuove tecnologie può avere sullo sviluppo del bambino. Questo nuovo contesto ci interroga sull’importanza che assume l’educazione digitale e i sui modi più appropriati di usare la tecnologia nella vita quotidiana da parte degli adulti ed in particolare dei genitori.